“La paura nasce quando non sai distinguere.”
Capisco la domanda.
È legittima.
E in fondo è sana.
“L’osteopatia ha controindicazioni?
È pericolosa?
Può farmi male?”
Ora.
Facciamo ordine.
In questo articolo separiamo tre cose, che la gente confonde sempre e aggiungiamo l’approccio dell’osteopatia biodinamica e viscerale:
- Controindicazioni assolute → quando il trattamento non si fa
- Effetti collaterali normali → ciò che può accadere ed è temporaneo
- Falsi miti → paure diffuse, spesso infondate
- l’approccio dell’osteopatia biodinamica e viscerale →un approccio senza controindicazioni e con scenari solo positivi
Controindicazioni assolute: quando l’osteopatia non si deve fare
Qui non si tratta di opinioni.
Si tratta di sicurezza.
Ci sono condizioni in cui un trattamento osteopatico (soprattutto certe tecniche) è sconsigliato o vietato, perché i tessuti sono fragili, instabili o in fase acuta.
Esempi tipici:
- Fratture recenti o non consolidate
- Infezioni acute (ossee o tissutali)
- Tumori / metastasi non stabilizzati o con compromissione ossea importante
- Compromissione ossea importante (trauma, infezione, infiammazione severa)
- Emergenze neurologiche (es. compressioni acute, mielopatie acute, segni neurologici importanti)
- Gravi condizioni vascolari in fase acuta o situazioni ad alto rischio (es. aneurismi noti in certi distretti, valutati dal medico)
- Lesioni cutanee gravi, ustioni, ferite aperte nell’area da trattare
- Scompenso cardiaco grave o condizioni mediche instabili: prima si fa medicina, poi si parla di manualità
Queste controindicazioni sono coerenti con quanto riportato nelle fonti cliniche sulle manipolazioni (es. HVLA) e sulle condizioni di “bony compromise” (tumore, infezione, trauma, infiammazione), oltre a emergenze neurologiche. CNIB+1
Un osteopata serio parte sempre da qui:
anamnesi, valutazione, e se serve invio medico.
Controindicazioni relative e precauzioni: quando serve un approccio cauto
“Controindicazione relativa” significa:
si può lavorare, ma non in qualunque modo.
Esempi comuni:
- Osteoporosi grave → si evitano tecniche ad alta velocità, si usano approcci dolci e adattati CNIB
- Gravidanza → tecniche specifiche, non forzate, e attenzione al periodo gestazionale
- Terapia anticoagulante → più cautela su pressioni, lividi, tecniche aggressive
- Malattie autoimmuni (fuori dalla fase acuta) → si lavora rispettando soglia e infiammazione
- Protesi articolari → si rispettano i vincoli meccanici, si lavora su adattamenti e catene
La realtà è che non esiste “una” osteopatia.
Esiste un professionista che sceglie la tecnica giusta per quella persona, oggi.
Effetti collaterali comuni e temporanei: cosa aspettarsi dopo una seduta
Qui molta gente si spaventa inutilmente.
Dopo una seduta possono comparire reazioni lievi e transitorie.
Non sono “rischi” nel senso drammatico del termine.
Sono spesso un riadattamento.
I più comuni:
- Indolenzimento nell’area trattata (tipo “dolore da allenamento”)
- Stanchezza o bisogno di dormire di più
- Cefalea leggera e breve durata
- Aumento temporaneo della tensione prima del rilascio
In genere rientrano in 24–48 ore.
E se non rientrano, si ricontatta il professionista: semplice.
Sfatare i falsi miti sull’osteopatia
Qui ti dico la verità:
molte paure nascono da video, racconti, e frasi ripetute a memoria.
Mito 1: “Lo scrocchio è pericoloso e sposta le vertebre”
Lo “scrocchio” (quando presente) è spesso legato al fenomeno della cavitazione: variazione di pressione nell’articolazione con formazione di una bolla di gas nel liquido sinoviale. Wikipedia+1
Non è “un osso che esce”.
Non è una vertebra che migra.
E soprattutto:
molte sedute efficaci avvengono senza alcuno scrocchio.
Mito 2: “La manipolazione cervicale causa l’ictus”
Tema delicato.
Qui non si scherza.
La letteratura riporta che il rischio di eventi vascolari gravi dopo manipolazioni cervicali è molto basso, con stime che variano ampiamente tra studi e contesti (si trovano range dal molto raro fino a stime più conservative). PMC+1
Ma la parte che conta è questa:
- un professionista serio screening prima
- riconosce red flags
- evita tecniche inappropriate
- e se c’è dubbio → non si fa o si invia al medico
La sicurezza non è una promessa.
È una procedura.
Mito 3: “Bambini e anziani sono troppo fragili: meglio evitare”
Falso per come viene detto.
Bambini e anziani non richiedono “meno competenza”.
Richiedono più competenza.
Con tecniche dolci, adeguate e rispettose dei tessuti, l’approccio manuale può essere adattato.
Il punto non è l’età.
È la mano che hai davanti.
Il vero rischio: affidarsi a operatori non qualificati
Ecco il centro del discorso.
Il rischio maggiore non è l’osteopatia.
È l’improvvisazione.
Un operatore non formato:
- non riconosce controindicazioni
- non distingue un disturbo funzionale da un segnale medico
- usa tecniche “standard” su corpi diversi
Quindi la regola è semplice:
verifica formazione, titoli, tirocinio, e capacità di lavorare in rete con altri professionisti.
In Italia l’osteopatia è stata individuata e istituita nell’ambito delle professioni sanitarie dalla Legge 3/2018. Normattiva
E negli ultimi anni sono stati pubblicati anche atti e notizie istituzionali sul profilo professionale e il percorso di regolamentazione. Quotidiano Sanità
L’approccio integrato di Corpo e Psyche osteopatia biodinamica e viscerale → un approccio senza controindicazioni e SOLO con scenari positivi per la tua sicurezza e il tuo benessere
A Corpo e Psyche, la sicurezza non è uno slogan, sono metodi potenti ma senza effetti collaterali negativi che di fatto anche quando non hanno risultato positivo hanno fortissima indicazione diagnostiche.
- Anamnesi accurata
- Valutazione e terapia posturale
- Ricerca e scioglimento delle densità tissutali
- Scelta delle tecniche in base alla persona (non al “protocollo”)
- Sinergia con fisioterapia, posturologia e ginnastica terapeutica quando serve
- Un Mind Set che facilità il sistema Parasimpatico di trasformazione e guarigione.
Perché quando ascolti davvero il corpo,
non cerchi di “vincere” sul sintomo.
Cerchi di capire il significato del compenso.
E spesso lì inizia la guarigione.
Call to Action finale
Hai ancora dubbi?
Vuoi capire se, nel tuo caso, l’osteopatia è adatta e sicura?
Presso Corpo e Psyche a Marsala puoi richiedere una valutazione personalizzata, in cui analizziamo storia clinica, segnali di cautela e percorso più adatto a te.
Se serve, integriamo osteopatia con fisioterapia, posturologia e lavoro sul recupero funzionale.
Senza forzare.
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FAQ
1) L’osteopatia fa bene o male?
Può fare bene quando è indicata e praticata con competenza: lavora sulla funzione, sulla mobilità e sui compensi, sostenendo i processi di autoregolazione. Può fare male se applicata senza valutazione o in presenza di controindicazioni.
2) Quali sono gli effetti collaterali del trattamento osteopatico?
Di solito lievi e temporanei: indolenzimento, stanchezza, lieve cefalea, aumento momentaneo della tensione. In genere rientrano entro 24–48 ore.
3) Cosa non può fare l’osteopata?
Non sostituisce il medico: non gestisce emergenze, non fa diagnosi mediche, non prescrive farmaci, non esegue chirurgia. Lavora su disfunzioni funzionali e collabora con altre figure quando serve.
4) Quali sono i possibili effetti collaterali di una seduta di osteopatia?
Gli stessi più frequenti: una sensazione “da riassestamento”, come dopo un allenamento intelligente. Se gli effetti sono intensi o durano oltre il previsto, va ricontattato il professionista per rivalutare.
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